Il G8 di Genova Gli episodi di violenza avvenuti nei giorni dal 20 al 22 luglio 2001 in concomitanza con la riunione del G8, sono una delle pagine più dolorose della storia di Genova e sono ricordati come fatti del G8 di Genova, in anni recenti. La riunione, fortemente contestata da movimenti no-global, e associazioni pacifiste e non pacifiste che dettero vita a manifestazioni di dissenso poi sfociate in gravi tumulti di piazza e gravi danni alla città. (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)
Come in un flashback La narrazione comincia dalla fine. Dal blitz della polizia alla scuola Diaz per poi percorrere a ritroso i giorni che hanno portato ad una delle vicende più controverse e oscure della storia italiana recente. Gli scontri, la repressione, la morte di Carlo Giuliani. Fino all’inquietante vicenda di Bolzaneto, una caserma dei carabinieri trasformata, nelle parole di chi vi è stato trattenuto, in un luogo di violenza spropositata e gratuita.
Tecnica Il cortometraggio si basa su vari spezzoni girati su nastro magnetico, fatti con diverse telecamere (professionali e non), quasi sempre tenute a mano: tutto sommato la qualità finale è accettabile, i colori appaiono naturali, anche se (ovviamente), ci sono sempre le solite linee d’interlacciamento e una pessima resa nelle riprese al buio. Grazie alla brevità del filmato, poi, la compressione mpeg2 si fa notare ben poco, se si escludono i tipici artefatti tipo “foschia di pixel” a video. Infine, l’audio stereofonico risulta timbricamente equilibrato ed intellegibile nei dialoghi.
Extra Nessuno, d’altronde è un documentario…
Commento Immagini crude e testimonianze dettagliate sui tre giorni del G8 di Genova, un breve arco di tempo in cui, come dice Amnesty International, “C’è stata la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Tre giorni in cui nessuno ha ottenuto qualcosa, anzi, ci hanno rimesso tutti: i manifestanti pacifici, loro malgrado coinvolti negli scontri a causa dei Black Block, Carlo Giuliani, che ci ha rimesso la vita, il carabiniere Mario Placanica che una vita pubblica non l’ha più e le forze dell’ordine presenti nella scuola Diaz, responsabili di violenze fisiche e psicologiche, nonchè di mancato rispetto dei diritti legali degli imputati.
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